Lucio Dalla nasce a Bologna nel 1943, dopo aver trascorso un periodo in collegio, a 15 anni scappa e arriva a Roma, dove suona come clarinettista in un gruppo jazz. In seguito comincia a cantare come solista, ma i suoi dischi non vendono.
Il Dalla che ha veramente successo è quello degli anni '70 (tra il 1970 e il 1980), quando da cantante diventa cantautore.
L'Espresso settimanale tipicamente di sinistra si domanda:"Chi fosse sto Dalla che fa tanto successo..." Le sue canzoni parlano delle paure, delle speranze degli uomini che vivono le contraddizioni di questa società, delle difficoltà di vivere.
Dalla molto amato dai giovani, è un uomo di spettacolo molto divertente, è considerato un grande artista, di certo uno dei più preparati musicalmente.
Ha partecipato al Festival di Sanremo nel 1971, senza più tornarci negli anni successivi.
I testi delle sue canzoni sono "entrati" nelle scuole italiane, perché come altri cantanti, lui trasmette il gusto , la cultura, il costume del paese.
Una canzone come, "L'anno che verrà" (una che trasformerò in esercizio, ma prima l'omaggio ai due amici, Lucio e Ayrton, Ayron e Lucio) è una canzone che piace ancora oggi e non solo ai giovani. È stata scritta alla fine degli anni '70, quelli della crisi economica, del riacuttizarsi degli scontri sociali, del terrorismo, degli "anni di piombo". È un periodo oscuro della storia italiana. Aldo Moro, uomo politico della Democrazia Cristiana viene ucciso, dopo una lunga prigionia, dai suoi carcerieri (le Brigate Rosse).
Tutta la popolazione è scossa da questo terribile fatto che accadeva dopo anni di attentati ed uccisioni.
Con questa canzone Dalla cerca di trovare un modo per sopravvivere nell'utopia e canta: "Caro amico, cosa si deve inventare per poter riderci sopra, per continuare a sperare ...
Ricordo che un mio allievo si è spaventato ad ascoltarla "ma era davvero così la situazione in Italia!"
Quando l'ha scritta cominciavo a frequentare la facoltà di Scienze Agrarie dell'Università degli Studi di Firenze ...e quando Ayrton se ne è andato ero già qui in Brasile, a Curitiba quasi cominciando ad insegnare italiano.

Nel 1996, quindi due anni dopo la morte del grande campione (3 volte campione del Mondo) brasiliano Ayrton Senna da Silva, scritta da Paolo Montevecchi e offerta alla sorella Viviane Senna dall'amico di famiglia, Lucio Dalla.
Lucio Dalla muore il 1º marzo 2012, stroncato da un infarto all'età di 68 anni (tre giorni prima del sessantanovesimo compleanno), in un hotel di Montreux, la cittadina svizzera dove si era esibito la sera prima. Particolarmente profetica è l'ultima strofa della sua canzone Cara: "Lontano si ferma un treno/ ma che bella mattina, il cielo sereno / Buonanotte, anima mia /adesso spengo la luce e così sia". Dalla, infatti, muore la mattina di un primo marzo sereno, in un hotel che non dista che pochi passi dalla stazione ferroviaria di Montreux.

Vai alla canzone ,adattata dal prof. Bruno Benetti 28/12/2014